Ieri leggevo l’ultimo numero del magazine de Il Libraio e, oltre ad aver allungato inesorabilmente la lista dei libri che vorrei leggere, ho scoperto diverse opere prime molto interessanti.
Ma non vi parlerò di questo oggi.
Non so quale strano collegamento mentale si sia acceso, ma ho pensato: se il primo libro definisce un autore, possiamo provare a capire quali sono i primi libri che definiscono un lettore?
Ed eccomi qui, con la mia personale lista delle prime storie che mi hanno irrimediabilmente appassionata a questo mondo fatto di carta e inchiostro.
Ora voi riderete, ma il primissimo libro che ho letto da sola è Inkiostrik, il mostro dello zainetto, della collana Il Battello a Vapore (sì, sono figlia degli anni ’90, ora lo sapete).

Una storia molto semplice, da bambini delle elementari, ma che – come tutti i libri per piccoli lettori – porta con sé grandi insegnamenti.
Il piccolo mostriciattolo è deciso a girare il mondo e scoprirne ogni angolo. Per questo si intrufola di nascosto nello zaino di Pino, un musicista vagabondo, che si ritroverà inconsapevolmente invischiato nei pasticci causati dal suo minuscolo inquilino.
Illustrazioni irriverenti e spassose accompagnano la lettura e, tra le righe, si intuisce la morale: il viaggio non è la meta, ma tutto ciò che accade nel mezzo. Incontri che cambiano il percorso e regalano quella gioia e quella libertà tipiche della scoperta del mondo con gli occhi di un bambino (o di un mostriciattolo succhia-inchiostro).
Da questo libro, credo di non aver più smesso di sfogliare pagine.
Devo ringraziare Madre, che sul comodino ha sempre tenuto una pila enorme di storie e che diceva:
“Leggere di sera crea nuove avventure nei sogni. Le storie non finiscono quando chiudi il libro.”
Durante l’adolescenza ho scoperto i grandi autori stranieri.
Il ritratto di Dorian Gray credo sia una delle opere immortali. Dallo sfarzo della Londra ottocentesca ci parla ancora oggi, di come l’apparire sia spesso predominante rispetto all’essere e di come, poi, tutto appassisca come i fiori in autunno, lasciandoti soltanto il sapore amaro della sconfitta.
Per gli adolescenti delle superiori dovrebbe essere una piccola bibbia.

In quegli anni leggevo per capire e per capirmi. Quando hai 13 o 14 anni, il mondo è una landa sconfinata che può essere la cosa più bella o la più terrificante che esista. Con i libri ho imparato a leggere tra le righe.
Poi arrivano gli anni più maturi ed ecco che mi imbatto nei thriller.
Qui nasce la me lettrice per diletto.
Ho divorato talmente tante storie di questo genere che, a un certo punto, ho addirittura pensato di seguire un corso di criminologia.
Adoravo leggere di quanto il mondo possa essere un posto malvagio e oscuro, di quante insidie esistano in luoghi apparentemente sicuri.
Non fraintendetemi: non sono una sociopatica. Semplicemente, mi rendo conto che il mio cervello impara a riconoscere il pericolo. Sono affascinata dai fatti di cronaca nera proprio perché, se li conosco, riesco a contestualizzarli e a renderli meno paurosi.

Oggi posso dire di essere una lettrice onnivora, anche se ci sono ancora barriere che non riesco a scardinare (come il fantasy o le storie troppo smielate).
Sono una lettrice per passione.
Lo sono diventata grazie a Inkiostrik, perché è stato il primo a insegnarmi che i libri ti fanno volare in altri mondi, tenendo sempre un piede dentro casa.
