
Mi è stato prestato e l’ho letto tutto d’un fiato.
Tangerinn è una storia personale, talmente intima da poter essere di tutti.
È uno di quei romanzi che non fanno rumore, ma lavorano in profondità. Ti entrano sotto pelle e restano lì. È un viaggio alla ricerca di sé stessi che, inevitabilmente, riporta alla casella di partenza.
Un romanzo sull’identità e sulle radici
Per quanto si possa desiderare di essere altro dalle proprie origini, dal proprio sangue, per quanto si voglia scappare dal destino che sembra già scritto, non si è mai davvero sé stessi finché non si comprende da dove si viene.
Quel posto che sentiamo stretto, scomodo, quasi non nostro… a volte è proprio quello che ci appartiene più di tutto.
Non sono i luoghi a darci radici. Sono le persone.
Che ci piacciano o no. Con i loro pregi e i loro difetti. Con i caratteri affini ai nostri o completamente opposti.
Tangerinn parla di identità.
Parla di famiglia. Parla di lotta per la sopravvivenza.
Parla di amore e di rispetto per sé stessi.
Le maschere che indossiamo per essere accettati. Agli altri possiamo raccontare mille storie. Possiamo inventarci mille versioni di noi stessi. Ma poi restiamo soli davanti allo specchio, e solo noi sappiamo chi siamo davvero.
Le maschere e le omologazioni ci aiutano a sentirci accettati, ma lentamente ci svuotano. Ci portano a non riconoscerci più, a non vederci davvero.
È inutile fingere di non aver mai sognato una vita diversa. Di non aver mai invidiato lo stile di vita degli altri.
Ma se continuiamo a rincorrere un ideale che non è nostro — un ideale che la nostra anima rigetta come un organo mal impiantato — allora forse è il momento di fermarsi.
“La vita non è né fare né avere. Tu non hai, non fai — tu sei.
E finché sei, dovresti concentrarti sull’essere felice, non speciale.”
Cosa mi ha lasciato Tangerinn
Questo romanzo mi ha insegnato che non sempre si nasce con un disegno chiaro davanti agli occhi. Che il destino, le stelle o qualunque entità superiore non ci consegnano una mappa precisa.
L’importante, forse, è vivere una vita che basta. Una vita che sentiamo nostra.
Non perfetta. Non straordinaria. Ma autentica.
Perché leggere Tangerinn
Consiglio questo libro se:
ami i romanzi intimisti, più emotivi che d’azione, ti interessano le storie di identità e radici, cerchi una scrittura elegante, mai ridondante, ma carica di significato, se vuoi un libro che ti lasci domande più che risposte.
Perché alla fine restano due interrogativi che continuano a ronzare dentro:
Cosa significa davvero CASA?
Cosa vuol dire essere felici e appagati, pur non essendo per forza speciali?
